ANCCA ItaliaCasa Luglio2013 1 - Dicono di noi

Costituita da Ista, Oilcontrol, Techem e Zenner, intende promuovere un’installazione corretta e una ripartizione dei costi trasparente.

È nata l’ANCCA: l’Associazione nazionale per la contabilizzazione del calore e dell’acqua

Novità sul fronte della termoregolazione. Quattro aziende leader nel settore del riscaldamento Ista, Oilcontrol, Techem e Zenner hanno unito le proprie competenze professionali ed hanno costituito, a Milano, l’Associazione Nazionale per la Contabilizzazione del Calore e Acqua (sito internet: www.ancca.org).

Lo scopo? Non soltanto promuovere un’installazione corretta degli apparecchi, ma anche garantire all’utenza finale un servizio di contabilizzazione secondo i consumi che sia equo, trasparente ed effettuato in base a regole e linee guida precise. Il tutto mediante un’informazione dettagliata e la collaborazione con le associazioni dei consumatori.

Molto spesso chi opera professionalmente sul mercato si trova davanti ad apparecchi installati in maniera molto approssimativa e a conteggi che sono fuori da ogni logica e regola della tecnica. Si prenda come esempio l’installazione di apparecchi che rilevano il prelievo di calore in ogni utenza, cioè i ripartitori montati su ogni singolo radiatore presente nell’appartamento. Ebbene, si discute spesso a proposito della precisione di tali apparecchi, ma non si puntualizza quasi mai che il loro giusto funzionamento per il rilevamento dei consumi dipende soprattutto da due fattori fondamentali: l’installazione corretta e l’identificazione precisa e scientifica del radiatore, cioè della sua potenza nominale.

RIPARTITORE E RADIATORE

Il ripartitore  rileva  la temperatura media

del radiatore mediante sensori, quindi deve essere  garantita  un’installazione precisa.

Inoltre, per ciascun ripartitore che si installa deve essere considerato il metodo di fissaggio sul radiatore, visto che ciò incide notevolmente sulla trasmissione di calore tra il radiatore e il sensore che rileva la temperatura. Ma di fondamentale importanza è anche l’esatta identificazione del radiatore sul quale l’apparecchio viene montato.

Visto che il ripartitore rileva la temperatura di superficie media del radiatore per determinarne il consumo, ancora non “apprende” su quale tipo di radiatore sia montato e quale sia la sua potenza. Quindi non si conosce quanto valore abbia quell’unità empirica rilevata. È ovvio che una unità di consumo conteggiata su un radiatore di 1000W deve avere un diverso peso rispetto alla stessa unità rilevata su un radiatore di 2000W. Quindi, ad ogni ripartitore deve essere associato un moltiplicatore ben preciso che considera proprio il tipo e la potenza del relativo radiatore.

Il rilevamento e l’identificazione del radiatore per calcolare questo moltiplicatore è di fondamentale importanza: è facile immaginare cosa possa accadere se per negligenza, scarsa professionalità o superficialità un radiatore da 1000W venga identificato come uno da 1200W. L’utente di quel appartamento ne pagherà economicamente le conseguenze.

Proprio per questa ragione, le aziende professionali pongono la massima cura nell’identificazione dei radiatori, mediante la cosiddetta mappatura. Esse usufruiscono

 

infatti di banche dati comprendenti 3040000 radiatori, senza considerare le diverse lunghezze e altezze. E tale data base si integra con un personale appositamente formato a rilevare le caratteristiche di ciascun radiatore presente nel condominio. L’esperienza insegna, infatti, che non ci si può fidare nemmeno dei dati inseriti nel progetto, visto che poi nella realtà spesso vengono montati radiatori di differente tipologia, forse anche di simile aspetto, ma con valori nominali altamente diversi.

Per l’utente finale che valuta le offerte per l’installazione di un sistema di contabilizzazione del calore, il primo consiglio è quello di informarsi in modo approfondito su come l’azienda effettui queste operazioni fondamentali e di diffidare di chi rileva i radiatori con metodi empirici, soltanto perché non ha a disposizione il know how per farlo in modo professionale.

A questo punto, un’altra domanda è se sia meglio programmare il moltiplicatore direttamente nell’apparecchio, oppure evidenziarlo al momento della fatturazione annua? In realtà, la risposta è più filosofica che tecnica. C’è chi sostiene che sia più trasparente per l’utente programmare il moltiplicatore direttamente nel ripartitore, sicché le unità di consumo indicate comprendano già la potenza del radiatore. Secondo altri, invece, è più facile e trasparente leggere sulla bolletta il moltiplicatore utilizzato. Probabilmente, in un’ottica di trasparenza, è preferibile questa seconda soluzione.

 

I METODI DI CALCOLO

A proposito di trasparenza, quest’esigenza si avverte anche nella scelta del metodo di calcolo da adottare per quantificare i costi da sostenere. Sul territorio ci sono condomini che, presi singolarmente, hanno ciascuno le proprie specificità. E anche le esigenze dei singoli condòmini sono diverse. Ora, esiste una norma tecnica che definisce un certo metodo di calcolo per i costi del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria. Tale metodo, tuttavia, è abbastanza complicato, ragion per cui sul territorio ci può essere anche chi preferisca adottare un metodo di calcolo più semplice, facilmente comprensibile in tutti i suoi passi da  chiunque, anche non da chi non è un tecnico.

A questo scopo, l’Associazione a breve proporrà delle linee guida articolate e precise, che poi, una volta approvate dal condominio, assicureranno le procedure chiare da adottare nei diversi casi. Si pensi soltanto alle situazioni di cambio utenza, alle stime necessarie nel caso di malfunzionamento degli apparecchi per la rilevazione dei consumi, ai tentativi fraudolenti di manomissione degli stessi (ad esempio la rottura dei sigilli), alle pre-ripartizioni, all’impossibilità d’accesso per la lettura dei valori dei consumi perché l’utente si rifiuta.

In tutti i casi, la speranza è che, con un’informazione più trasparente, anche l’utente finale inizi a riconoscere e a scegliere la professionalità in una materia ancora giovane e quindi poco conosciuta.