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Studio sul consumo per riscaldamento negli edifici in Europa – E.V.V.E. 2013

By Ottobre 12, 2018 Gennaio 28th, 2019 No Comments
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ENERGIEINFO

Aprile 2013

 

 

Pubblicato il più grande studio in Europa sul consumo di riscaldamento negli edifici.

 

1     La rivoluzione del sistema energetico si decide in salotto

 

  • Effetti della contabilizzazione in base ai consumi in funzione della qualità energetica degli edifici: riepilogo dello studio Felsmann

Negli edici isolati termicamente lo spreco di energia è superiore rispetto agli edici non isolati. Grazie alla crescente qualità energetica degli edici si assiste ad un calo progressivo del consumo di energia in termini assoluti; per contro, l’incidenza e la tendenza degli utenti allo spreco è in netto aumento. A tale risultato è giunto il più grande studio sull’efcienza energetica negli edici condotto a livello federale e diretto dal Prof. Dr. Clemens Felsmann.

La sua conclusione: migliore è la condizione dell’involucro edilizio, minore è l’attenzione da parte del residente a  gestire il consumo di calore. Il ricercatore chiede quindi che la contabilizzazione dei costi di riscaldamento sia basata sul consumo anche nel caso degli edici dotati di buon isolamento termico. Inoltre, lo studio dimostra l’elevato potenziale di riduzione di CO2 che questo sistema comporta.

 

Felsmann ha presentato il più grande studio mai realizzato finora sugli “Effetti della contabilizzazione in base ai consumi in funzione della qualità energetica degli edifici”. Il professore di tecnologia energetica e fornitura di calore insegna all’istituto di tecnologia energetica dell’Università Tecnica di Dresda. L’istituto gode di grande fama e spesso opera per conto del governo federale. La Arbeitsgemeinschaft Heiz- und Wasserkostenverteilung e.V. (azienda per la contabilizzazione del riscaldamento e dell’acqua) ha messo a disposizione di Felsmann valori di misurazione in forma anonima di 3,3 milioni di appartamenti. In Germania esistono complessivamente

18 milioni di appartamenti in condomini.

 

Lo studio conferma l’elevato potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 derivante dalla contabilizzazione dei costi di riscaldamento. Dal 1981, anno di introduzione dell’obbligo di contabilizzazione, si è registrato un risparmio delle emissioni di CO2   pari a 350 milioni di tonnellate. Le principali misure di efficienza energetica

per la riduzione delle emissioni di CO2 comportano dei costi, mentre grazie alla contabilizzazione in base ai consumi si ottiene un risparmio di quasi 200 euro

per tonnellata di riduzione delle emissioni di CO2. “Nessuna misura analoga nella sua impostazione di base comporta costi per il risparmio delle emissioni di CO2 così contenuti come la contabilizzazione in base ai consumi”, dichiara Felsmann. Secondo  i suoi calcoli la contabilizzazione dei costi di riscaldamento è più efficace delle lampadine a risparmio energetico e addirittura paragonabile alla ristrutturazione degli edifici mono e bifamiliari non ancora risanati.

 

L’analisi dimostra che nei condomini la temperatura ambiente registrata in due terzi dei vani abitativi ispezionati era nettamente al di sotto del valore soglia teorico di 20

°C. La metà di tutti i valori registrati era addirittura inferiore a 19 °C. Pertanto,

i residenti in edifici di vecchia costruzione mostrano una consapevolezza energetica nettamente superiore di quanto ipotizzato finora e il loro comportamento incide

in modo molto più significativo sul consumo complessivo di quanto non si pensasse. Il consumo energetico registrato dagli edifici di vecchia costruzione è in media nettamente inferiore al fabbisogno previsto dalla legge federale sul risparmio energe- tico. Pertanto i potenziali di risparmio ascrivibili all’involucro edilizio e all’impiantistica sono stati sopravvalutati.

Lo studio Felsmann dimostra che la temperatura media degli ambienti aumenta significativamente con il miglioramento della qualità energetica degli edifici.

Gli appartamenti costruiti tra il 1958 e il 1967 presentano in media una temperatura di 18,1 °C. In quelli costruiti tra il 1978 e il 1995 il valore registrato è solo lievemente superiore. Tuttavia, già negli anni compresi tra il 1996 e il 2001 la temperatura

degli ambienti è decisamente superiore (19,4 °C). Dopo l’introduzione della normativa EnEV 2002 le temperature delle abitazioni aumentano ulteriormente raggiungendo quasi 20 °C. Secondo la normativa EnEV attuale le temperature degli ambienti sono in media ancora più elevate.

 

Un altro risultato dello studio indica che lo stato degli edifici non incide in alcun modo sul fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’acqua potabile. Tuttavia, conte- stualmente alla crescita della qualità energetica degli edifici, cresce la percentuale

relativa di consumo complessivo di calore. Nel caso delle nuove costruzioni la percen- tuale supera il 30%. Dal rilevante volume di dati, Felsmann ha calcolato un consumo energetico medio di 26 kilowattora per metro quadro all’anno (kWh/(m2 a)) per

il riscaldamento dell’acqua. Tale valore risulta oltre due volte il fabbisogno netto di energia, come specificato nella norma Din V 18599 – parte 10, di 12,5 kWh/(m2 a)). In un edificio di vecchia costruzione, costruito prima del 1977, il 17% circa del consumo di riscaldamento è destinato alla produzione di acqua calda. Negli edifici costruiti secondo le disposizioni della legge EnEV 2002, la percentuale sale al 28%. In casi isolati la quota per il riscaldamento dell’acqua negli edifici di nuova costruzione raggiunge il 50%. Di conseguenza, al fine di educare gli utenti ad un risparmio energetico, Felsmann consiglia di introdurre la ripartizione dei costi di riscaldamento e dell’acqua anche negli edifici di nuova costruzione e in quelli di vecchia costruzione che sono stati ottimizzati dal punto di vista energetico.

 

Poiché la base di calcolo (Din V 18599) si fonda su altre premesse, negli edifici di nuova costruzione non si raggiunge il consumo energetico calcolato. Sarebbe possibile stimare seriamente il potenziale di risparmio energetico negli edifici di vecchia costruzione solo se si verificasse l’effettiva situazione dei consumi per ogni singolo caso. Esattamente come negli edifici di vecchia costruzione, gli effetti delle disposizioni per il risparmio energetico previste dalla legge EnEV negli edifici di nuova costruzione sono state sopravvalutate. Anche in questo caso, Felsmann attribuisce la responsabilità sostanzialmente al comportamento degli utenti. Soprattutto negli edifici nuovi con un basso fabbisogno energetico, gli utenti consumano più calore di quanto calcolato proprio a causa del loro comportamento in termini di gestione del riscaldamento e della ventilazione dei vani abitativi.

 

Il comportamento degli utenti è fondamentale. Solo chi sa quanta energia consuma e quanto costa potrà riflettere sul proprio comportamento e modificarlo di conseguenza. Secondo Felsmann, questa consapevolezza potrà portare ad un minore o parziale riscaldamento dei vani e ad una ventilazione adeguata al fabbisogno e ad un minore consumo di acqua calda.

 

2                 Effetti della contabilizzazione in base ai consumi in funzione della qualità energetica degli edifici

Clemens Felsmann, Juliane Schmidt

Il bilancio energetico dei fabbricati residenziali viene de- terminato sostanzialmente calcolando il fabbisogno ener- getico per il riscaldamento dei vani e dell’acqua potabile. Per quanto riguarda la quantificazione di possibili effetti derivanti dal risparmio energetico, al centro dell’interes- se, oltre alle caratteristiche fisiche di costruzione degli edifici (fabbisogno energetico) e alle condizioni di fun- zionamento degli impianti (efficienza energetica), vi so- no soprattutto gli effetti del comportamento degli utenti in termini di gestione del consumo energetico. Così, ad esempio, il fabbisogno di calore per il riscaldamento de- gli ambienti è determinato soprattutto in base al sistema di costruzione dell’edificio e utilizzando procedure di cal- colo correnti (ad es. Din V 18599), ipotizzando un uso e condizioni atmosferiche standard. Tuttavia, soprattutto a causa del comportamento degli utenti, sovente si regi- strano valori di consumi effettivi che si discostano signi-

ficativamente dal fabbisogno calcolato. Dalle misurazioni dei terreni è noto che gli edifici analoghi dal punto di vista edilizio, si differenziano significativamente in termini di consumo energetico anche se, pur utilizzati in modo so- stanzialmente analogo, vengono gestiti in modo diverso. E’ comprovato dunque che il comportamento dell’uten- te incide significativamente sul consumo di calore, sia per quanto concerne il riscaldamento degli ambienti che per quello dell’acqua e addirittura aumenta con l’aumen- to della qualità dell’involucro edilizio e della tecnologia degli impianti. La ripartizione dei costi di riscaldamento in base ai consumi rappresenta una misura empirica molto efficace in grado di determinare attraverso una strategia mirata di modificazione del comportamento, una diminu- zione del consumo di riscaldamento e corrispondente ri- duzione delle emissioni di CO2. La contabilizzazione dei costi di riscaldamento in base ai consumi influenza in

 

modo significativo l’utente inducendolo ad adottare un comportamento più adeguato e contenuto in termini di gestione del riscaldamento (temperature dei vani abita-  tivi meno elevate o riscaldamento parziale dell’apparta- mento), della ventilazione e ridotti consumi di acqua cal- da sanitaria. Decisivo al riguardo è comprendere se e in che misura è possibile portare l’utente a modificare le abitudini di consumo, inducendolo ad adottare un com- portamento consapevole in termini  di  gestione  efficien- te dell’energia attraverso una contabilizzazione dei costi  di riscaldamento in base ai consumi. Nell’ambito delle presenti indagini il comportamento degli utenti è stato valutato sulla base di valori di consumo energetici rea-      li. Con l’ausilio dei dati a disposizione è stato inoltre pos- sibile analizzare gli effetti del comportamento rispetto al consumo energetico degli edifici tenendo in considera- zione le loro caratteristiche costruttive in termini di effi- cienza energetica.

A tal fine si sono raggruppati i dati di consumo ener-

getico, ottenuti in forma anonima da diversi fornitori di servizi di misurazione relativi a più di 323.000 edifici con oltre 3,3 milioni di appartamenti e circa 283 milioni di metri quadrati di superficie abitabile. Per la Germania si tratta, ad oggi, di un volume di dati unico nel suo gene- re. I dati raccolti sono stati valutati e predisposti per il successivo utilizzo con l’aiuto delle certificazioni ener- getiche. Il processo di elaborazione è stato eseguito se- paratamente in base alla dimensione degli immobili, al numero delle unità di utilizzo e all’anno di costruzione e alla qualità energetica dell’involucro edilizio. Inoltre è stata fatta una suddivisione in edifici dotati di teleriscal- damento ed edifici dotati di caldaia.

Al  fine  di  eseguire  un’indagine  sistematica  del-

le correlazioni esistenti tra contabilizzazione in base ai consumi e qualità energetica degli edifici, in vista di una possibile estrapolazione dei risultati, come metodo si utilizza il sistema di simulazione degli edifici. Utilizzan-   do un programma di simulazione di edifici e impianti ter- mici si sono realizzati dei modelli di edifici. Anche nella realizzazione dei modelli si  è  mantenuta  la  distinzione in base alle dimensioni degli immobili e alla categoria dell’anno di  costruzione.  Tenendo  conto  degli  elemen- ti sopra descritti sono  risultati  quattro  edifici  di  diver-  se  dimensioni  ripartiti  rispettivamente  in  cinque  stan-

dard energetici. E’ stato possibile convalidare i modelli grazie ad un allineamento dei dati di consumo raccolti.    In seguito sono stati utilizzati  per  la  rappresentazione del comportamento degli utenti sulla base della qualità energetica dell’involucro edilizio.

Dalle simulazioni si evince che, con un migliore iso- lamento termico degli edifici  e  conseguente  riduzione dei parametri di fabbisogno energetico, cresce la ten- denza allo spreco da parte dell’utente.    Questo aspetto  si evidenzia nel fatto che negli edifici costruiti secondo requisiti di efficienza energetica  con  più  unità  abitati-  ve, anche piccole differenze nei comportamenti dei sin- goli utenti (ad es., in merito alla scelta di temperature     più elevate degli ambienti)  incidono  in  modo  evidente sul costo dei  consumi.  E’  possibile  dunque  conclude- re che la contabilizzazione del riscaldamento in base ai consumi offrirà un contributo significativo anche in  fu- turo, non solo in termini di correttezza dei conteggi, ma anche rispetto all’effettiva adozione dei potenziali di ri- sparmio energetico prefissati attraverso l’adozione di soluzioni edili orientate all’efficienza  energetica.  Molto utili a tale proposito sono i  costi  relativamente  conte- nuti per l’allestimento di  una  contabilizzazione  basata sui consumi.

Dalle esperienze di ripartizione dei costi di riscalda-

mento in base ai consumi pubblicate in diversi studi, in seguito all’introduzione e adozione della legge sui costi di riscaldamento, si evidenziano riduzioni di consumo energetico intorno al 20%. Il presente studio mostra che negli edifici di nuova costruzione è possibile otte- nere un risparmio energetico significativamente supe- riore. Su tale base, dall’introduzione della legge sui co- sti di riscaldamento, dal 1981 al 2012 si è calcolato un risparmio di emissioni di CO2e fino a 348 MtCO2e. Con- siderando i risparmi sui consumi presentati, grazie alla contabilizzazione in base ai consumi è possibile entro il 2020 ipotizzare un risparmio di emissioni pari a 95 Mt- CO2. Ad esempio, per l’anno 2010, i costi della contabi- lizzazione in base ai consumi per il risparmio delle emis- sioni di CO2 ammontano a −195 EUR/tCO2.

Rappresentano quindi veri e propri utili finanziari e,

rispetto ad altre misure di risparmio energetico nel set- tore dell’edilizia, sono da considerarsi come estrema- mente vantaggiose.

Lo studio completo è disponibile presso E.V.V.E. (info@evve.com).

 

ANCCA_EVVE_StudioConsumoRiscaldamento_2013